
Questa rivista "amatoriale" di poesia, fatta con mezzi di
fortuna, senza grosse pretese di novità, ha lo stesso scopo della
associazione da cui prende il nome, La Rosa Necessaria.
L'associazione è nata dall'idea di raccogliere intorno alla poesia
non solo i cultori ma, soprattutto, coloro che per diversi motivi (il
pessimo approccio scolastico con il genere e lo scarso peso della
poesia nell'industria culturale per dire i più importanti) ritengono
che essa abiti in una sfera inaccessibile o che, peggio, essa non
serva (al piacere dell'affabulazione, alla comprensione della realtà,
ecc.). L'associazione ha cercato, dunque, di svolgere un lavoro il
più possibile umile di mediazione, partendo dal presupposto che sia
necessario affrontare il rischio dell'incomprensione, piuttosto che
rassegnarsi alla rottura del legame pubblico/poesia. Certo, a
muoverci è la consapevolezza che la poesia oggi è un tesoro da
riscoprire e, soprattutto, da usare. «Bisogna sradicare la poesia
dalla dimensione di puro godimento estetico in cui è stata confinata
e mostrare come essa sia coinvolta nelle dinamiche di cambiamento
della realtà. Per far uscire la poesia dalla turris eburnea che la
rende così lontana, bisogna accettare la contaminazione con il
sociale, il politico, il religioso. Con tutte le sfere dell'agire
umano». Così recita lo Statuto dell'associazione.
Fin'ora l'attività si è svolta su un duplice piano: una serie di
incontri a tema (poesia e memoria, poesia e verità, la morte,
l'amore, il problema dell'interpretazione della poesia, la
contaminazione con altre forme di linguaggi) e due incontri pubblici
(con la poetessa Biancamaria Frabotta e con Horst Künkler che ha
interpretato Paul Celan). Continueremo su questa strada, forti del
successo delle iniziative.
Questa rudimentale rivista vuole essere un nuovo strumento di
divulgazione, uno stimolo all'incontro con la poesia. E' il nostro
piccolo contributo al superamento di un ennesimo paradosso italiano
(ma non solo): ci sono più poeti che lettori di poesia. Ovvero,
neanche tutti coloro che scrivono poesie ne leggono...
Questo numero "0" presenta la trascrizione della conferenza
di Gianfranco Ravasi su David Maria Turoldo (tenuta a Benevento nel
mese di febbraio), esempio di alta divulgazione. Pur presentandola
con molti tagli, speriamo di offrire servizio utile a chi volesse
avvicinare la poesia di un grande uomo (non solo poeta) del nostro
tempo. Molte le rubriche: Bastian Contrario che interpreta il
presente con la poesia; Teatrotetro che analizzerà il teatro in
poesia (iniziando con il Riccardo II, rappresentato da Martone anche
a Benevento nella traduzione di Mario Luzi); La poesia, una poesia a
commento del tempo e commentata. Infine una rubrica di recensioni,
Invito alla lettura, che vuole essere realmente una guida chiara ed
aderente al libro, non "letteratura secondaria" per citare
Steiner o sterile esercizio di analisi. In più una serie di
interpretazioni di poesie, in questo caso del filosofo Martin
Heidegger. Coerentemente con l'assunto iniziale presenteremo molte
poesie ‑ tutto il resto vuole solo essere uno dei tanti modi
possibili per entrarvi‑. Strumento speriamo utile le
bibliografie che correderanno alcuni articoli, incomplete in alcuni
casi ma preziose per chi vorrà approfondire alcune questioni solo
accennate.
L'associazione vive del contributo volontario di tutti gli amanti
della poesia. La collaborazione è aperta a tutti, con la speranza
che queste pagine diventino anche un luogo di dibattito e di
reciproco arricchimento.
(Editoriale n. 0, aprile 1993)